473 Gianfranco Sama MATERIALI PER UNA FAUNA DEI CERAMBYCIDAE D'ITALIA Per la preparazione del catalogo dei coleotteri Cerambycidae della Fauna d'Italia ho creduto necessario rivedere i dati riportati nei lavori del Luigioni (1929) e del Porta (1934) che costituiscono tuttora l'unico punto di riferimento. Per correggere, dove possibile, le inesattezze di ordine corologico in essi contenute, ho cercato di risalire alle fonti cui questi autori si erano rifatti: in primo luogo i Cataloghi del Bertolini (1899 e 1904) quindi i più vecchi lavori di Villa (1844), Costa (1854 e 1882), Gredler (1866), Disconzi (1865), Giuliani (1887), Baudi (1889) ed altri ancora. Ho così potuto accertare che molte inverosimili segnala-zioni erano derivate da una errata interpretazione delle sinonimie. Per avere finalmente il quadro esatto della effettiva consistenza della nostra fauna ho ritenuto quindi opportuno prescindere da una buona parte delle indicazioni derivate da questi lavori e basarmi specialmente su dati con-trollati personalmente. Ho visitato quindi tutte le collezioni pubbliche (Musei e Istituti universitari) e moltissime raccolte private italiane e straniere; mi è stato possibile, in questo modo, esaminare molte migliaia di longicorni, controllarne le determinazioni e annotarne le provenienze venendo spesso a conoscenza di dati di estremo interesse faunistico. In questo primo lavoro, di preparazione della « Fauna » vera e propria, intendo rendere noti i dati nuovi più significativi di carattere corologico di cui sono venuto in possesso e le osservazioni scaturite dal-l'esame critico di tutti i lavori citati più sopra. Devo notare, a questo proposito, che le collezioni di questi autori non consentono, nella mag-gioranza dei casi, di spiegare i motivi di talune loro citazioni; infatti gli esemplari cui queste si riferiscono non fanno parte, spesso, delle rispettive raccolte mentre, non di rado, quegli esemplari che in esse sono ancora conservati non portano un cartellino di località. Ho preso in considerazione 139 specie fra quelle citate per l'Italia e più precisamente quelle che, dall'esame personale di materiale, sono risultate maggiormente diffuse in Italia, di quanto non fosse noto e